A differenza dell'America, in Italia non c'è una legislatura in merito alla tanatoprassi; esistono comunque anche nel nostro Paese associazioni che rappresentano e diffondono la pratica della Tanatoprassi come l'I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) e l'A.I.T. (Associazione Italiana di Tanatoprassi).

La tanatoprassi, molto usata soprattutto in medicina legale, è praticata mediante un'iniezione di liquidi, in grado di conservare il corpo, all'interno delle pareti arteriose della salma; all'iniezione si aggiungono poi tutte le cure estetiche legate a dare un'immagine, in un certo senso più “viva”, del defunto e a conservare la salma più a lungo.

In America è prevista anche la cucitura delle labbra, mediante filo trasparente, e l'applicazione di cera ed eventualmente di un lucido sulle labbra del defunto, nonché l'uso di trucco e creme idratanti varie. La tanatoprassi, oltre ad avere uno scopo prettamente estetico, è anche volta a un trattamento di natura igienica della salma, evitando così ulteriori fuoriuscite di liquidi organici e odori poco gradevoli.

La tanatoprassi favorisce inoltre il ritardo degli ultimi processi di deterioramento del corpo e di quelli legati alla sua riduzione in polvere, che si allungano da dieci a quaranta e persino a ottanta anni. La tanatoprassi consente in modo temporaneo la conservazione della salma per dieci/quindici giorni prima della sua sepoltura; va infatti distinta dall'imbalsamazione.