Quando si parla di funerale civile si introduce un tipo di funerale leggermente diverso da quello a cui siamo abituati. Infatti, si può definire anche funerale laico. Il motivo per cui esiste questo tipo di funerale che si distanzia da ogni idea di religione, è che ovviamente in vita non tutti ci siamo avvicinati al cattolicesimo, quindi sarebbe un controsenso celebrare un funerale secondo i canoni della chiesa.

Disposizioni e requisiti

Non esistono disposizioni precise a riguardo: basta la semplice volontà dei familiari di dare vita ad un funerale civile.La legge si limita a stabilire l'obbligatorietà dell'esistenza di una Sala del Commiato da utilizzare per quest'evenienza. La norma è il decreto del Presidente della Repubblica 285/90, successivamente rimaneggiato in alcune sue parti (come quella relativa alla cremazione). Tuttavia non tutti i Comuni se ne sono dotati: in molti casi viene utilizzata come tale, la Sala della Memoria, ovvero quella dedicata in realtà a piangere sui resti del defunto sottoposto a cremazione.

Il funerale laico

Il funerale civile non prevede uno schema organizzativo fisso: la libertà è assoluta e occorre semplicemente rispecchiare la volontà del defunto.Questo, infatti, in vita, può aver redatto un testamento olografo (scritto di proprio pugno, con data e firma) oppure può chiedere di svolgere tale incombenza al notaio. Può anche nominare un esecutore testamentario affinché questi si preoccupi di rispettare tale decisione. Ma, in realtà, quella del funerale laico è una dimostrazione di rispetto verso il modo in cui una persona ha deciso di vivere la vita: sarebbe quantomai straniante celebrare una cerimonia cattolica nei confronti di un uomo che ha sempre vissuto da ateo.

Una volta quindi stabilita l'opportunità di svolgere un rito di questo genere, è possibile procedere autonomamente oppure rivolgersi ad agenzie specializzate. Non vi è, si ribadisce, un preciso excursus da seguire.Occorre innanzitutto stabilire la locazione della cerimonia. In assenza della Sala che, per legge, tutti i Comuni dovrebbero mettere a disposizione, è possibile utilizzare l'abitazione del caro estinto, una sala di un albergo, oppure una chiusa dopo aver chiesto il permesso al sacerdote.  Il rito, solitamente, inizia con delle riflessioni sulla vita e sulla morte e delle letture – assolutamente non religiose. L'officiante – che può essere colui che ha seguito dei corsi ad hoc oppure un percorso particolare o, semplicemente, un familiare – segue con un elogio della persona, dove se ne racconta il carattere e la vita. Il tutto viene accompagnato dalla musica, che può essere dal vivo o meno.

In tutte le fasi, si dovrebbe cercare di rispettare i gusti e le inclinazioni personali del defunto per creare una cerimonia il più possibile vicina al suo spirito.