immagine metaforica rappresentante la donazione di organi

La donazione di organi in Italia, non rappresenta né un dovere né un obbligo, bensì un’opportunità, indipendente dal pensiero della chiesa. Infatti non necessariamente al momento del decesso si è costretti a donare gli organi, il ministero della salute, mette a disposizione un modulo da compilare nel caso in cui si acconsenta alla donazione.

Tale dichiarazione va accompagnata alla registrazione presso la propria ASL o Comune e alla compilazione del Tesserino Blu del Ministero della salute. Inoltre la dichiarazione può essere modificata in ogni momento, infatti fa fede alle ultime volontà esposte.

La dichiarazione per la donazione degli organi

La dichiarazione sopra citata può anche contenere il dissenso alla donazione degli organi, infatti, ogni cittadino è libero di esprimere la propria opinione e di prendere la decisione che sente più giusta. Le persone che sono interessate alla donazione degli organi possono anche richiedere al Ministero della Sanità un apposito tesserino, che deve essere conservato insieme ai documenti personali. Quando una persona esprime il desiderio di donare gli organi presso un’ASL, quest’ultima ha il compito di inserire i dati dell’interessato nell’archivio del Centro Nazionale per i Trapianti, che a sua volta è collegato con i Centri interregionali. Se un cittadino non ha mai espresso la propria opinione riguardo alla donazione di organi, la legge stabilisce che i familiari possono opporsi al prelievo.

A chi spetta la decisione?

La donazione di organi non sempre viene decisa dalla persona interessata. Infatti ci sono diverse situazioni in cui intervengono anche parenti e amici. Andiamo ad esaminare i vari casi.

  • Nel caso in cui la persona, alla quale si possono espiantare gli organi è minorenne, spetta ai genitori la decisione di donare o no gli organi, è importante però sottolineare che per procedere all’espianto devono essere entrambi d’accordo. I cittadini che hanno espresso la propria volontà riguardo questo tema, ma che vogliono cambiare la loro decisione, possono farlo in qualsiasi momento.
  • Se il cittadino ha espresso il proprio consenso alla donazione degli organi e i suoi familiari non possono opporsi.
  • Se il cittadino ha espresso il suo dissenso alla donazione, perciò gli organi non possono essere nella maniera più assoluta espiantati
  • Se invece il cittadino non ha mai espresso la propria volontà e la donazione degli organi è possibile solo nel caso in cui i suoi familiari non si oppongano, infatti in quel caso spetta al familiare più prossimo prendere la decisione.

Cosa ne pensa la Chiesa

E’ importante sapere che Papa Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium Vitae, invitò la comunità cristiana a riflettere sull’importanza della donazione degli organi. Alcune religioni tra cui l’ebraismo, stabiliscono che se la scienza ha messo l’uomo in condizione di poter donare gli organi, quest’ultimo dovrebbe sentirsi obbligato a farlo. Il buddismo invece afferma che la donazione degli organi e’ una questione di coscienza individuale, quindi ogni individuo è libero di scegliere come meglio crede.

il gesto di donare gli organi

livello burocratico è la legge numero 1 del 1 aprile 1999 e il successivo decreto ministeriale dell’8 aprile 2000, che stabiliscono le regole inerenti alla volontà di donare gli organi. Nel caso in cui una persona voglia esprimere la propria volontà di donare gli organi, può rilasciare una dichiarazione scritta oppure può registrare la propria decisione presso la propria ASL di appartenenza, oppure semplicemente comunicando la propria decisione al medico curante.

La dichiarazione sopra citata può anche contenere il dissenso alla donazione degli organi. Infatti, ogni cittadino è libero di esprimere la propria opinione e di prendere la decisione che sente più giusta. Le persone che sono interessate alla donazione degli organi possono anche richiedere al Ministero della Sanità un apposito tesserino, che deve essere conservato insieme ai documenti personali.

Quando una persona esprime il desiderio di donare gli organi presso un’ASL, quest’ultima inserirà i dati dell’interessato nell’archivio del Centro Nazionale per i Trapianti, che a sua volta è collegato con i Centri interregionali. Se un cittadino non ha mai espresso la propria opinione riguardo alla donazione di organi, la legge stabilisce che i familiari possono opporsi al prelievo. Nel caso in cui la persona, alla quale si possono espiantare gli organi è minorenne, spetta ai genitori la decisione di donarli o meno. E' importante però sottolineare che per procedere all’espianto devono essere entrambi d'accordo.

Le ultime statistiche sulla donazione e il trapianto degli organi in Italia

Dati alla mano, risulta sempre più ricorrente la volontà di donare gli organi, tanto che l'Italia nel 2016 ha registrato un incremento di casi di donazioni e trapianti. In particolare le donazioni da vivente di rene sono quelle più numerose, in virtù di questo sono in leggera diminuzione anche le attese per ricevere organi come rene e polmone. Tra le varie regioni, il nord è quello più "generoso" su questo argomento, la Toscana detiene il primato, sebbene si confermi un incremento positivo generale che porta il nostro paese ai livelli medi nazionali. Infine, come ultimo dato, si registra una diminuzione anche della volontà di non donare gli organi espressa dai parenti prossimi di un paziente che non ha, in vita, dichiarato la sua volontà in merito.

 

 

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