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Il Codice di diritto Canonico recita all'articolo 1176 del Titolo III – Le esequie ecclesiastiche

  • Ai fedeli defunti si devono dare le esequie ecclesiastiche a norma del diritto.
  • Le esequie ecclesiastiche, con le quali la Chiesa impetra l'aiuto spirituale per i defunti e ne onora i corpi, e insieme arreca ai vivi il conforto della speranza, devono essere celebrate a norma delle leggi liturgiche.

La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana.

Le opposizioni della Chiesa cattolica relative alla cremazione erano legate all'idea che questo processo fosse in contrasto con le idee di: immortalità dell'anima, sacralità del corpo e processo di resurrezione. Dopo un lungo percorso storico, dal 1963 la Chiesa Cattolica consente liberamente ai suoi fedeli di cremare il corpo del defunto, mentre la Chiesa Valdese e le altre Chiese cristiane evangeliche sono sempre state favorevoli al processo di cremazione.

Altre fonti che ribadiscono l'autorizzazione della cremazione da parte della Chiesa sono:

La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi” (Catechismo della Chiesa Cattolica - Paragrafo dedicato al rispetto dei morti nel Compendio).

 

“Così, mentre colui che in precedenza optava per la cremazione, era ritenuto sostanzialmente contrario alla Chiesa e la cremazione era appunto la massima espressione di tale contrarietà, attualmente, essendosi affievolito lo spirito settario e sopravvenendo ragioni di pubblica o privata utilità a favore dell’applicazione della cremazione - le disposizioni della Chiesa non si oppongono, qualora la persona abbia espresso l’intenzione di essere cremata” (Zbigniew Suchecki, La cremazione nel diritto canonico e civile, Ed. Vaticana, Città del Vaticano, 1995, dall’introduzione al volume).

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